domenica 2 marzo 2014

Consacrare i Tarocchi: Metodo Classico



QUI abbiamo visto l'importanza di consacrare il mazzo di Tarocchi, vediamo ora uno dei metodi più semplici e diffusi con cui si usa operare questa consacrazione.

Poni le carte sull’altare con il dorso verso l’alto mente fai bruciare un incenso di purificazione, ad esempio il benzoino. Fai passare le carte, una ad una, avanti e indietro da un lato all’altro sul fumo dell’incenso recitando nel contempo “Io ti consacro: che tu mi possa essere propizia”. Poni la carta così consacrata nel sacchetto preparato come descritto in questo articolo.

Terminato il rito sul mazzo, chiudi il sacchetto, fumiga anche quest’ultimo e ponilo in un luogo buio per tre giorni, dove non possa assolutamente vedere la luce. Al quarto giorno riprendi il mazzo e fumigalo nuovamente, sempre nel suo sacchetto chiuso.

Alcuni Cartomanti usano porre vicino al mazzo da consacrare durante il rituale un altro mazzo che aiuterà il rito infondendo l’energia accumulata durante i consulti, oppure un oggetto personale allo scopo di legare maggiormente a loro le Lame. Altri infine sono soliti lasciare bruciare per tre giorni una candela vicino alle Lame consacrate.

Il Sacchetto per i Tarocchi

Prima di entrare nei metodi di consacrazione dei Tarocchi, è bene spendere due parole riguardo al sacchetto che li andrà a custodire e proteggere: : il suo colore è importante, come lo è la sua Consacrazione.

Molti Cartomanti usano mazzi diversi, contenuti in sacchetti di colore diverso, in base al tipo di consulto che andranno a fare: tradizionalmente il sacchetto rosso custodisce i tarocchi per i consulti d’amore, il sacchetto nero per i consulti generici e quello viola per i consulti d’affari.


Una volta che avrai scelto o ancora meglio realizzato da te il sacchetto che custodirà le tue Lame, puoi innanzitutto purificarlo fumigandolo su un incenso di purificazione come il benzoino o regale come la mirra, poi lo esporrai alla luce della Luna Piena per un’intera notte.
Il giorno successivo ripeterai nuovamente la fumigazione. A questo punto il tuo sacchetto è pronto a proteggere e custodire i tuoi Arcani.

venerdì 28 febbraio 2014

Ouroboros

Uno dei simboli più utilizzati e più trasversali nell'ambiente Esoterico è di certo Oura Boros, ossa "colui che si divora la coda". Gia presente in forma rappresentata nell'Egitto del XVII secolo avanti cristo, è poi passato ai Fenici e successivamente ai Greci.
La stessa simbologi si trova presso i popoli nordici con il nome di Jörmungandr, uno dei tre figli del dio Loki, il "Serpente di Midgard" ossia il gigantesco serpente che avvolge tutta la terra arrivando a mordendosi appunto la coda.
Con lo stesso significato è presente presso gli Indu', sottoforma di drago che avvolge i quattro elefanti che a loro volta sorreggono il mondo. Con la stessa figura di drago è presente anche in Giappone, e in Sud Amerca presso gli Atzechi con il nome di Quetzacoatl, ossia "Serpente Piumato". Gli stessi Atzechi avevano ereditato questa raffigurazione dal pantheon della più antica civiltà tolteca.
In tempi più recenti è stato adottato anche da sette cristiane come Gnostici e Ofiti.

Nei tratti comuni a tutte le culture è rappresentato come un serpente che forma un cerchio e divora la sua coda. La testa è in alto e rivolta verso destra, in modo da dare l'impressione di un moto in senso orario, e il corpo è scuro sul dorso e chiaro sul ventre. A volte riporta anche la scritta greca En to Pan, ovvero "nell'Uno, il Tutto".
La simbologia associata a questa figura è lampante, e questo è il motivo per il quale è cosi usato e potente. Il serpente in tutte le culture antiche rappresenta la saggezza e la protezione, il cerchio rappresenta l'universo, l'Uno e il Tutto, e l'atto di divorare se stessi rappresenta la morte e la rinascita, il ciclo perpetuo dell'universo, il tempo, il macrocosmo nel microcosmo. Il corpo mezzo chiaro e mezzo scuro infine rappresenta la dualità, la doppia natura di gni cosa, le due parti opposte, ma non in conflitto, che formano il Tutto.

In alchimia l'Ouroboros simboleggia la purificazione e l'immortalità, e rappresenta la materia che trasformandosi si rigenera. Lo stesso Carl Jung ha parlato dell'Ouroboros come del Mandala dell'Alchimia, il suo principio fondamentale.



Filosoficamente parlando, infine, l'ouroboros rappresenta una tautologia, ossia un sistema le cui conclusioni sono già implicite nelle premesse. Sono esempi di tautologie i dogmi delle religioni, che non si possono confutare, ma anche la domanda "Chi sono io?", in quanto il soggetto dell'indagine ed il suo oggetto sono la stessa entità.
 
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Piccola curiosità: l'Ouroboros esiste anche nel mondo naturale: è un geco che per proteggersi si appallottola mordendosi la cosa e facendo spuntare gli aculei delle scaglie.


Ouroboros Cordylus Cataphractus foto tratta da www.lilela.net

lunedì 27 gennaio 2014

Segni dal Cielo

Di certo ne Papa Francesco ne i bambini che erano affacciati dal balcone in piazza San Pietro avrebbero potuto immaginare cosa sarebbe successo dopo aver liberato le colombe della pace...

E' però indubbio però come il fatto che queste siano state attaccate da una cornacchia (non un corvo come hanno detto molti) ed un gabbiano, sia di certo un cattivo presagio.

Gli uccelli sono sempre stati usati, fin dall'antichità, per predire il futuro soprattutto di regni e regnanti. E questo è un presagio che non promette nulla di buono...

Le foto da http://www.ilmessaggero.it

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Ne parliamo anche sul forum, QUI

venerdì 17 gennaio 2014

Il valore di un lavoro esoterico

Qualche tempo fa avevo inserito un articolo su un'argomento piuttosto delicato, ovvero è giusto pagare per un lavoro magico?
Viste le tante domande che mi sono state poste da quanti hanno letto l'articolo, soprattutto su quale sia il mio metro di giudizio per stabilire il valore di un lavoro esoterico, e di conseguenza il suo prezzo, approfondisco l'argomento con questo nuovo articolo.

Come accennato nel precedente intervento, io non sono solito avere un tariffario fisso, ma nemmeno chidere denaro per le mie prestazioni. Con questo non vuol dire che voglia lavorare gratis, anzi ho gia chiarito come ritenga giusto e doveroso compensare lo studio e il lavoro di quanti operano in qualsiasi settore. Io non faccio eccezione, visto inoltre che i soldi che raccolgo non li uso per me stesso ma per lo sviluppo dell'Associazione Aequilibrium.

Se non ho prezzi fissi è per un motivo molto semplice: un prezzo giusto e corretto non esiste. Ci sono infatti professionisti (lasciamo fuori dal discorso i moltissimi ciarlatani) che chiedono migliaia di euro per le loro prestazioni, ed altri che chiedono misere offerte da qualche decina di offerte. Inoltre ci sono clienti che possono tranquillamente spendere migliaia di euro senza problemi, ed altri meno fortunati per i quali anche solo poche decine di euro sono uno sforzo notevole.

In quest'ottica è mia convinzione che sia solo il cliente a poter stabilire quale sia per lui il valore di quel che vuole ottenere e il prezzo che può permettersi di pagare. In questo caso sta alla sua coscenza valorizzare il lavoro dell'operatore e il beneficio che la sua opera porta. In questi casi si è messi di fronte a se stessi, e con se stessi è inutile mentire: un simile atteggiamento porterebbe solo a delle conseguenze karmiche per le quali difficilmente il rituale avrà successo. Se al contrario ci si dimostra corretti e generosi, di certo i risultati ci saranno, e saranno notevoli.

Infine, per dare un valore monetario più concreto a quanto detto sopra, diciamo che è mia opinione che un giusto compenso ad esempio per un consulto di cartomanzia da un'ora possa essere nell'ordine del 2 o 3% di quanto uno guadagna in un mese, mentre per cose più complesse come dei legamenti d'amore o altri rituali particolarmente impegnativi, sia a livello energetico che di tempo, si possa salire fino a un massimo di un 50%.
Non è invece mai il caso, secondo me, di spendere, ne di chiedere, migliaia di euro per un rituale.

giovedì 14 novembre 2013

E' giusto pagare per un lavoro magico?

Spesso mi viene chiesto, da quanti sono interessati ad un consulto o ad avvalersi di un professionista per qualche lavoro magico, se sia giusto o meno pagare, e quanto sia giusto pagare per un determinato lavoro.
Partiamo subito dal presupposto che io non chiedo denaro per i miei lavori o per i miei consulti, in quanto l'esoterismo non è la mia fonte di sostentamento. Ciò non di meno accetto offerte come compenso per il lavoro svolto, che vengono utilizzate per l'Associazione Aequilibrium, della quale si parla in questo stesso blog.

Tornando alla domanda iniziale, ovvero è giusto pagare un lavoro magico?, la mia risposta è che non solo non ci vedo nulla di male, ma addirittura lo ritengo corretto e doveroso. Questo per due motivi: per prima cosa l'Arte Esoterica è un arte come tutte le altre, e un esoterista, come ogni altro artista, non vive d'aria, e il dedicarsi alla sua arte ruba del tempo al resto della sua vita. Per questo il sogno di ogni artista è di potersi dedicare a tempo pieno all'arte, vivendo d'arte e potendo così raffinarla e portarla a livelli superiori. In questo senso il pagamento di un compenso non solo non contamina l'arte, ma addirittura è un mezzo per elevare l'artista, insieme alla sua opera. Dopotutto, se acquistiamo l'opera di un fotografo o chiediamo ad un pittore di farci un ritratto, non ci poniamo nemmeno il problema se doverla pagare o meno. Inoltre il pagamento di un'opera o di un lavoro sancisce il valore che vi diamo: è una dimostrazione del nostro apprezzamento, del nostro desiderio e della stima verso chi lo ha realizzato.

Ma quanto è giusto pagare per un lavoro esoterico? La risposta non è semplice: come per ogni altra cosa, solitamente una richiesta troppo alta nasconde una truffa, ma anche un prezzo troppo basso di solito contraddistingue un lavoro di scarso valore. Non c'è quindi in questi casi una risposta giusta e valida per tutti: l'unico modo di stabilire cosa sia giusto e cosa non lo è, rimane quello d'informarsi ed usare il buon senso.

sabato 5 ottobre 2013

Incenso Cerimoniale

Questo incenso è valido per molti rituali, grazie alle sue caratteristiche insieme di purificazione e votive. Inoltre, cosa non affatto trascurabile, ha un profumo particolarmente ricercato e raffinato.


INGREDIENTI
Olibano - 1 parte
Benzoino - 1 parte
Mirra - 1 parte
Essenza di Muschio - 9 gocce
Olio delle Streghe - 9 gocce


PREPARAZIONE
Questo incenso va preparato all'alba di domenica, in luna crescente. Bisogna pestare finemente olibano, benzoino e mirra, fino a ridurli in polvere. A questo punto aggiungere nove gocce, o multipli di nove, di essenza i muschio e olio delle streghe, fino a raggiungere una consistenza tale da poter dare forma solida all'impasto.
Ora bisogna formare dei grani d'incenso, utilizzando la forma che si predilige. Di solito si formano delle palline, personalmente preferisco modellare l'impasto con le mani per formare dei tetraedri, come si vede nella foto sotto.
Finito di modellare si lasciano risposare i grani d'incenso fino al tramonto, in modo che si induriscano, quindi si passano nella cenere dell'incensiere in modo che non si attacchino l'uno all'altro una volta riposti nel loro contenitore.
E' importante ricordare di bruciare una parte dell'impasto nell'incensiere, offrendolo agli Dei affinché benedicano il nostro lavoro.