Visualizzazione post con etichetta Antica Saggezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antica Saggezza. Mostra tutti i post

mercoledì 10 settembre 2014

Giorni Fausti ed Infausti

Nella pianificazione delle operazioni magiche sono importanti non solo gli aspetti planetari ed il calcolo delle ore planetarie (articolo sull'argomento QUI), ma risulta utile considerare anche i giorni cosiddetti Fausti, ovvero adatti alle pratiche esoteriche, e quelli invece Infausti, nei quali da tali pratiche sarebbe bene astenersi.

In molti grimori medioevali si possono notare delle tabelle che rappresentano, mese per mese, i giorni adatti o meno a praticare l'Arte: queste tabelle si basano sugli studi degli autori in merito alla matematica sacra, argomento questo di particolare complessità e vastità, quindi poco adatto ad essere trattato esaurientemente in questa sede.

Desidero invece inserire la mia personale tabella dei giorni Fausti ed Infausti, ricavata dall'analisi e dalla sperimentazione pratica, unita alla consultazione di vari grimori medioevali e rinascimentali, come l'amatissimo Le Grand Grimoire e il Magia Pratica di Sabellicus.



sabato 22 giugno 2013

il Nocino delle Streghe

Come gia saprete se avete letto gli interventi su Litha, a San Giovanni, anticamente giorno di Giano Bifronte, si raccolgono all'alba le noci, intrise della magica rugiada di questa notte, e vi si prepara un nocino dalle magiche virtù.

 
La mia ricetta per questo nocino è la seguente:

- 1kg di noci
- 750g di zucchero
- 1 litro di alcol, acquavite o altro spirito alcolico
- 1 limone
- 3 pezzi di cannella
- 9 chiodi di garofano

 
Dopo aver raccolto le noci, possibilmente da mano femminile, all'alba e senza usare arnesi di metallo, tagliarle a metà e porle in un recipiente di vetro abbastanza grande da contenere tutti gli ingredienti. Versare quindi lo zucchero in modo da coprire il più possibile le noci, e mettere il recipiente ben chiuso esposto a sud per tre giorni.
All'alba del terzo giorno aprite il contenitore, aggiungete la scorza del limone, avendo cura di usare solo la parte gialla e non il bianco più interno che darebbe un gusto troppo amaro, la cannella e i chiodi di garofano. Versate quindi lo spirito, mescolate ed esponete di nuovo il tutto, ma questa volta ad est. Ad ogni fase lunare, ovvero luna nuova, primo quarto, luna piena, ultimo quarto, aprite e mescolate il composto.
A Mabon filtrate il tutto con una garza di lino o cotone, ed imbottigliate in Nocino in bottiglie di vetro scuro che tapperete con sughero e sigillerete con la cera. Nel caso abbiate utilizzato una base molto alcolica come alcol puro o acquavite, è bene dilure il composto secondo i propri gusti con acqua bollita e zucchero. In questo caso molto dipende dai gusti, io ad esempio utilizzo alcol puro, quindi diluisco con acqua per portare la gradazione totale a 50°, ma non aggiungo altro zucchero.
Le bottiglie ottenute vanno lasciate ad invecchare almeno fino a Samhain, quando si potrà stappare la prima bottiglia durante i festeggiamenti della Festa delle Ombre.

giovedì 23 maggio 2013

Il Silenzio




Prima di pronunciare una parola bisognerebbe chiedersi: É vera? É utile? É necessaria? Vale la pena turbare il Silenzio per dirla?

mercoledì 15 maggio 2013

I Versi d'Oro - Pitagora



   Questo testo é uno dei più fulgidi esempi di come certi concetti siano di un valore e di una nobiltà assoluti, tali da attraversare i secoli e le culture senza perdere nulla della loro saggezza e limpidezza morale...
    Dal momento che le versioni che ho potuto analizare non mi soddisfacevano dal punto di vista poetico e di forma, ho deciso di realizzare una nuova stesura del testo originale, in modo da mantenere perfettamente fede alle ideologie originali ma dandogli una forma a mio avviso più consona.

- - - - -

PITAGORA - I VERSI D'ORO




Onora gli Dei Immortali secondo quanto stabilisce la Tradizione.

Venera il giuramento, così come i Nobili Eroi.
Allo stesso modo onora i geni sotterranei secondo i riti tradizionali.

Onora tuo padre e tua madre così come i tuoi consanguinei.
Tra gli altri fatti amico chi si distingue per la sua Virtù.
Sii amabile nelle parole e utile nelle opere.
Non serbare rancore per le lievi colpe di chi ti è amico.

Tutto questo fallo nella misura in cui lo puoi,
poiché la possibilità alberga presso la necessità.
Sappi quindi che per una parte è così, mentre per l'altra domina
prima di tutto il ventre, poi il sonno, la lussuria e la collera.

Non commettere mai un'azione vergognosa,
ne con altri ne in te solo: al di sopra di tutto rispetta te stesso.
Osserva la giustizia nelle parole e nelle opere,
sii ragionevole e sensato in tutte le tue azioni.
Non dimenticare che la Morte è il destino di tutti,
e che la fortuna ora aumenta e ora diminuisce.

Le sofferenze che la sorte riserva sono per disegno divino,
la parte che ti tocca sopportala quindi senza indignazione.
Ti spetta di rimediarvi nella misura di quanto puoi, ma ricorda:
il destino non da ai giusti la maggior parte delle sofferenze.

Molte parole gli uomini dicono, alcune basse e altre virtuose:
che esse non ti turbino ne abbiano alcuna influenza sopra di te.
Allo stesso modo sopporta con pazienza e dolcezza la falsità.

Vedi di fare sempre ciò che ora ti dirò:
che nessuno, ne con le parole ne con le azioni,
ti induca a fare ciò che per te non sia il meglio.

Rifletti prima di agire, e non commettere azioni stolte,
poiché agire senza discernimento è per gente da poco.
Tu invece agisci in modo da non avertene a pentire in seguito.

Evita sempre di entrare in questioni che ignori,
impara invece quel che ti è necessario, e la tua vita sarà felice.

Non è poi saggio trascurare la salute del corpo,
trova quindi la misura nel bere, nel mangiare e nell'esercizio.
Intendi per giusta misura quella che non ti porta dolore.
Abituati ad una vita pura e priva di mollezze.
Guardati poi dal fare quel che può attirare l'invidia su di te.

Non sprecare i tuoi guadagni in modo avventato,
come chi ignora la decenza e l'onorabilità.
Non dimenticare però la generosità:
in ogni cosa la misura è perfezione.

Fai dunque quello che non ti nuocerà, e rifletti prima di agire.
Non permettere che il sonno chiuda i tuoi occhi
senza aver esaminato tutto ciò che hai fatto durante il giorno.

In cosa ho mancato? Cosa ho fatto? Che dovere ho trascurato?
Ripercorri le tue azioni dalla prima, senza dimenticarne nessuna.
Punisciti per le azioni spregevoli, e rallegrati per quelle virtuose.

Questo è ciò che devi fare, il compito cui applicarsi con fervore,
questo è ciò che devi amare, poiché ti condurrà nella Via Divina
indicataci da Colui il quale ci ha trasmesso la Tetrakis,
fonte della natura eterna e sublime.

Prima di iniziare qualunque opera
chiedi agli Dei di santificare i tuoi sforzi.
Poiché se osserverai questi precetti
conoscerai il legame tra gli Dei immortali e gli uomini mortali,
e saprai delle cose che passano, e di quelle che rimangono.

Saprai, com'è giusto, che la Natura è Una e uguale in ogni cosa,
così non spererai quel che non si può sperare,
e nulla rimarrà più occulto ai tuoi occhi.

E saprai che gli uomini soffrono i mali da loro stessi scelti,
poiché sono sordi e ciechi al bene che li circonda,
e sono pochi coloro che sanno liberarsi dal male.
Questo è il destino che turba lo spirito dei mortali,
che come sassi rotolano e vagano, patendo mali infiniti,
poiché la Discordia, funesta compagna, a loro insaputa li fuorvia.
Ella è insita in loro, non va provocata ma abbandonata e fuggita.

Zeus, nostro padre, tu libereresti gli uomini da molti mali,
se mostrassi ad ognuno il genio che lo guida.

Ma tu abbi fiducia, poiché gli uomini sono di origine divina,
e questa sacra natura li guida e gli rivela ogni cosa.
Praticando questi miei precetti, parteciperai di queste rivelazioni,
e avendo guarito la tua anima, la libererai da ogni male.

Astieniti da quei cibi indicati dalla Tradizione,
per la purezza e la liberazione dell'anima.
Rifletti su ogni cosa, meditando il tuo giudizio,
prendendo il pensiero più alto come la guida della tua anima.

Così, quando ti libererai dal tuo corpo mortale,
salirai nell'etere, e sarai un dio incorruttibile e immortale,
e la morte non avrà più dominio sopra di te.