mercoledì 14 maggio 2014

La Croce Celtica

Dopo aver visto come scegliere e come consacrare un mazzo di Tarocchi, entriamo nel vivo delle letture spiegando uno dei giochi più diffusi: quello della Croce Celtica.

Questo metodo è uno dei più antichi e tradizionali, ma ancora oggi è molto amato ed utilizzato, in quanto produce risultati dettagliati e complteti pur senza essere particolarmente difficile da eseguire o  interpretare.

Anche se il metodo è pensato per il mazzo completo di Tarocchi, ed anzi consiglio di eseguirlo in questo modo, è comunque possibile utilizzarne una versione più semplificata usando solo gli Arcani Maggiori e disponendo solo le prime 6 carte.

Dopo aver mescolato accuratamente il mazzo stendiamo le lame come in figura, seguendone l'ordine numerico. Scopriremo in un primo momento le sei lame inizali, procedendo ad un'iniziale interpretazione. Solo successivamente scopriremo anche le rimanenti quattro, che serviranno da ausilio e da chiarificazione della situazione già dipinta dagli arcani precedenti.


Vediamo ora nel dettaglio il significato delle singole posizioni:
1. La situazione attuale: rappresenta il consultante e la sua situazione fisica e spirituale.
2. Le influenze immediate: quello che può accadere nel futuro più prossimo, o che è già in divenire. Soprattutto i contrasti ma a volte anche le cose positive che la situazione attuale presuppone.
3. Il destino: indica le conseguenze nate dalla situazione attuale, e quindi la sorte del consultante.
4. Le infuenze passate: riguarda gli avvenimenti lontani nel passato che hanno contribuito maggiormente alla creazione della situazione attuale.
5. Le influenze recenti: gli avvenimenti recenti, di solito ancora in corso, che hanno profonda influenza sulla situazione attuale.
6. Il futuro prossimo: indica tutti gli avvenimenti ed i cambiamenti che il futuro prossimo riserva al consultante. Temporalmente si colloca tra il numero 2 ed il numero 3.
 7. Il consultante:chiarisce e definisce maggiormente la situazione del consultante all'interno della situazione presente.
8. Le influenze esterne: indica le influenze che il consultante ha verso l'ambiente che lo circonda, ma anche come l'ambiente esterno lo influenza a sua volta.
9. Le influenze interne: la sfera intima del consultante, i suoi pensieri più intimi, i suoi desideri più celati, e tutto quello che lo influenza dall'interno.
10. Il responso finale: la sintesi risultante da tutte le influenze, rappresenta la conclusione fornita da tutti gli altri arcani.

Nell'interpretazione ricordiamo sempre che gli arcani maggiori influenzano le carte vicine e tracciano le linee guida della lettura, mente gli arcani minori li completano aiutando l'interpretazione e fornendo i dettagli.

Buona lettura...


domenica 13 aprile 2014

Scegliere il Mazzo di Tarocchi

Continuiamo il nostro viaggio sul mondo dei Tarocchi con un'argomento fondamentale: scegliere il primo mazzo di Tarocchi. Tradizionalmente il primo mazzo di Tarocchi non veniva acquistato, ma regalato dal proprio Maestro o da un Fratello in Arte. Io stesso ho ricevuto il mio mazzo in dono, e per mantenere la tradizione sono solito regalare il primo mazzo a quanti partecipano ai corsi sui tarocchi che tengo.
Oggigiorno la maggior parte dei praticanti impara da autodidatta, quindi è raro che il primo mazzo di lame venga donato, e l'unica possibilità rimane quella di procurarsi da soli i propri Tarocchi. E' bene capire subito che questo non pregiudica in alcun modo i risultati finali, in fondo come dice Pitagora "tutto questo fallo nella misura in cui lo puoi, perché la possibilità alberga presso la necessità".

Chi inizia da zero e vuole apprendere l'Arte dei Tarocchi si trova davanti a una babele di testi e tarocchi: tutti gli autori d'esoterismo hanno trattato prima o poi l'argomento, ed il risultato è un'infinità di testi tra i quali orientarsi diviene davvero difficile.
E' bene precisare che non c'è un testo realmente superiore agli altri, così come non c'è un mazzo migliore degli altri. Questo perché il metodo di lettura dei tarocchi è personale, e ogni praticante dovrà sviluppare con il tempo e con l'esperienza il proprio metodo personale, che sarà differente per ognuno. Per acquisire le basi delle simbologie ed i meccanismi dei giuochi ogni libro è piuttosto valido, tra i tanti autori posso citare Laura Tuan, Diego Melidi o Luisa Beni. Sconsiglio invece per i neofiti il libro di Olwald Wirth: è un testo fondamentale, ma che andrebbe affrontato solo dopo aver acquisito le basi dei Tarocchi. Ai neofiti sconsiglio anche il testo di Crowley, in quanto le simbologie ed i metodi riflettono il pensiero dell'Autore, discostandosi dai significati canonici che servono a chi si avvicina a queste pratiche.

Anche per quanto riguarda i mazzi consiglio di scegliere tra i più classici, come ad esempio i Tarocchi di Marsiglia o il Raider-Waite. Quest'ultimo è particolarmente adatto, in quanto presenta figurati anche gli arcani minori. Da evitare invece i mazzi più moderni come i tarocchi di Leonardo, degli Angeli, Celtici o quant'altro, così come tutti i mazzi che non presentano anche gli Arcani Minori.

domenica 2 marzo 2014

Consacrare i Tarocchi: Metodo Classico



QUI abbiamo visto l'importanza di consacrare il mazzo di Tarocchi, vediamo ora uno dei metodi più semplici e diffusi con cui si usa operare questa consacrazione.

Poni le carte sull’altare con il dorso verso l’alto mente fai bruciare un incenso di purificazione, ad esempio il benzoino. Fai passare le carte, una ad una, avanti e indietro da un lato all’altro sul fumo dell’incenso recitando nel contempo “Io ti consacro: che tu mi possa essere propizia”. Poni la carta così consacrata nel sacchetto preparato come descritto in questo articolo.

Terminato il rito sul mazzo, chiudi il sacchetto, fumiga anche quest’ultimo e ponilo in un luogo buio per tre giorni, dove non possa assolutamente vedere la luce. Al quarto giorno riprendi il mazzo e fumigalo nuovamente, sempre nel suo sacchetto chiuso.

Alcuni Cartomanti usano porre vicino al mazzo da consacrare durante il rituale un altro mazzo che aiuterà il rito infondendo l’energia accumulata durante i consulti, oppure un oggetto personale allo scopo di legare maggiormente a loro le Lame. Altri infine sono soliti lasciare bruciare per tre giorni una candela vicino alle Lame consacrate.

Il Sacchetto per i Tarocchi

Prima di entrare nei metodi di consacrazione dei Tarocchi, è bene spendere due parole riguardo al sacchetto che li andrà a custodire e proteggere: : il suo colore è importante, come lo è la sua Consacrazione.

Molti Cartomanti usano mazzi diversi, contenuti in sacchetti di colore diverso, in base al tipo di consulto che andranno a fare: tradizionalmente il sacchetto rosso custodisce i tarocchi per i consulti d’amore, il sacchetto nero per i consulti generici e quello viola per i consulti d’affari.


Una volta che avrai scelto o ancora meglio realizzato da te il sacchetto che custodirà le tue Lame, puoi innanzitutto purificarlo fumigandolo su un incenso di purificazione come il benzoino o regale come la mirra, poi lo esporrai alla luce della Luna Piena per un’intera notte.
Il giorno successivo ripeterai nuovamente la fumigazione. A questo punto il tuo sacchetto è pronto a proteggere e custodire i tuoi Arcani.

venerdì 28 febbraio 2014

Ouroboros

Uno dei simboli più utilizzati e più trasversali nell'ambiente Esoterico è di certo Oura Boros, ossa "colui che si divora la coda". Gia presente in forma rappresentata nell'Egitto del XVII secolo avanti cristo, è poi passato ai Fenici e successivamente ai Greci.
La stessa simbologi si trova presso i popoli nordici con il nome di Jörmungandr, uno dei tre figli del dio Loki, il "Serpente di Midgard" ossia il gigantesco serpente che avvolge tutta la terra arrivando a mordendosi appunto la coda.
Con lo stesso significato è presente presso gli Indu', sottoforma di drago che avvolge i quattro elefanti che a loro volta sorreggono il mondo. Con la stessa figura di drago è presente anche in Giappone, e in Sud Amerca presso gli Atzechi con il nome di Quetzacoatl, ossia "Serpente Piumato". Gli stessi Atzechi avevano ereditato questa raffigurazione dal pantheon della più antica civiltà tolteca.
In tempi più recenti è stato adottato anche da sette cristiane come Gnostici e Ofiti.

Nei tratti comuni a tutte le culture è rappresentato come un serpente che forma un cerchio e divora la sua coda. La testa è in alto e rivolta verso destra, in modo da dare l'impressione di un moto in senso orario, e il corpo è scuro sul dorso e chiaro sul ventre. A volte riporta anche la scritta greca En to Pan, ovvero "nell'Uno, il Tutto".
La simbologia associata a questa figura è lampante, e questo è il motivo per il quale è cosi usato e potente. Il serpente in tutte le culture antiche rappresenta la saggezza e la protezione, il cerchio rappresenta l'universo, l'Uno e il Tutto, e l'atto di divorare se stessi rappresenta la morte e la rinascita, il ciclo perpetuo dell'universo, il tempo, il macrocosmo nel microcosmo. Il corpo mezzo chiaro e mezzo scuro infine rappresenta la dualità, la doppia natura di gni cosa, le due parti opposte, ma non in conflitto, che formano il Tutto.

In alchimia l'Ouroboros simboleggia la purificazione e l'immortalità, e rappresenta la materia che trasformandosi si rigenera. Lo stesso Carl Jung ha parlato dell'Ouroboros come del Mandala dell'Alchimia, il suo principio fondamentale.



Filosoficamente parlando, infine, l'ouroboros rappresenta una tautologia, ossia un sistema le cui conclusioni sono già implicite nelle premesse. Sono esempi di tautologie i dogmi delle religioni, che non si possono confutare, ma anche la domanda "Chi sono io?", in quanto il soggetto dell'indagine ed il suo oggetto sono la stessa entità.
 
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Piccola curiosità: l'Ouroboros esiste anche nel mondo naturale: è un geco che per proteggersi si appallottola mordendosi la cosa e facendo spuntare gli aculei delle scaglie.


Ouroboros Cordylus Cataphractus foto tratta da www.lilela.net

lunedì 27 gennaio 2014

Segni dal Cielo

Di certo ne Papa Francesco ne i bambini che erano affacciati dal balcone in piazza San Pietro avrebbero potuto immaginare cosa sarebbe successo dopo aver liberato le colombe della pace...

E' però indubbio però come il fatto che queste siano state attaccate da una cornacchia (non un corvo come hanno detto molti) ed un gabbiano, sia di certo un cattivo presagio.

Gli uccelli sono sempre stati usati, fin dall'antichità, per predire il futuro soprattutto di regni e regnanti. E questo è un presagio che non promette nulla di buono...

Le foto da http://www.ilmessaggero.it

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Ne parliamo anche sul forum, QUI

venerdì 17 gennaio 2014

Il valore di un lavoro esoterico

Qualche tempo fa avevo inserito un articolo su un'argomento piuttosto delicato, ovvero è giusto pagare per un lavoro magico?
Viste le tante domande che mi sono state poste da quanti hanno letto l'articolo, soprattutto su quale sia il mio metro di giudizio per stabilire il valore di un lavoro esoterico, e di conseguenza il suo prezzo, approfondisco l'argomento con questo nuovo articolo.

Come accennato nel precedente intervento, io non sono solito avere un tariffario fisso, ma nemmeno chidere denaro per le mie prestazioni. Con questo non vuol dire che voglia lavorare gratis, anzi ho gia chiarito come ritenga giusto e doveroso compensare lo studio e il lavoro di quanti operano in qualsiasi settore. Io non faccio eccezione, visto inoltre che i soldi che raccolgo non li uso per me stesso ma per lo sviluppo dell'Associazione Aequilibrium.

Se non ho prezzi fissi è per un motivo molto semplice: un prezzo giusto e corretto non esiste. Ci sono infatti professionisti (lasciamo fuori dal discorso i moltissimi ciarlatani) che chiedono migliaia di euro per le loro prestazioni, ed altri che chiedono misere offerte da qualche decina di offerte. Inoltre ci sono clienti che possono tranquillamente spendere migliaia di euro senza problemi, ed altri meno fortunati per i quali anche solo poche decine di euro sono uno sforzo notevole.

In quest'ottica è mia convinzione che sia solo il cliente a poter stabilire quale sia per lui il valore di quel che vuole ottenere e il prezzo che può permettersi di pagare. In questo caso sta alla sua coscenza valorizzare il lavoro dell'operatore e il beneficio che la sua opera porta. In questi casi si è messi di fronte a se stessi, e con se stessi è inutile mentire: un simile atteggiamento porterebbe solo a delle conseguenze karmiche per le quali difficilmente il rituale avrà successo. Se al contrario ci si dimostra corretti e generosi, di certo i risultati ci saranno, e saranno notevoli.

Infine, per dare un valore monetario più concreto a quanto detto sopra, diciamo che è mia opinione che un giusto compenso ad esempio per un consulto di cartomanzia da un'ora possa essere nell'ordine del 2 o 3% di quanto uno guadagna in un mese, mentre per cose più complesse come dei legamenti d'amore o altri rituali particolarmente impegnativi, sia a livello energetico che di tempo, si possa salire fino a un massimo di un 50%.
Non è invece mai il caso, secondo me, di spendere, ne di chiedere, migliaia di euro per un rituale.